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L'INTERVISTA CON.....

Rino Chillemi

Allenatore Melilli

 

In molti lo ricordano per il miracolo Scicli, di certo il suo palmares vanta numerose panchine nella massima serie, un allenatore di tutto rispetto che quest'anno ha deciso di scendere di categoria e confrontarsi con la serie C1, stiamo parlando del coach del Melilli Rino Chillemi, nostro prossimo avversario in campionato. L'allenatore megarese, per il nostro consueto appuntamento de L'intervista con..., ha raccontato la sua carriera, gli obiettivi e le aspettative del Melilli.

  • Mister per me è un vero onore intervistare Rino Chillemi, allenatore con un curriculum di primissimo piano e che nella sua carriera si è confrontato con dei mostri sacri del calcio a 5. Come ho anticipato nella presentazione, nell'immaginario collettivo viene ricordato per il miracolo Scicli, nonchè per le tantissime panchine in serie A e per un'incredibile finale di Coppa Italia persa ai rigori......ci racconti la sua carriera...dalle origini in campo fino ad arrivare alla guida tecnica del Melilli.

Ho cominciato a calcare i campi di calcio col Megara Augusta, squadra di calcio a 11 della mia città natale. Nel 1986, la mia prima esperienza col "calcetto" difatti approdai alla Play Ball Augusta, da lì molti campionati con tantissime battaglie a Palermo dove, tra l'altro, conobbi i vari Testagrossa, Aruta, Gritto, Minardo ed anche il compianto e grandissimo Gino Palumbo. Con la Play Ball arrivai fino alla serie A, ero un buon portiere, ma come spesso capita il tutto fu interrotto da un brusco infortunio al crociato del ginocchio e quindi ho dovuto appendere prematuramente le scarpe al chiodo. Nel 1996 mi fu assegnata la prima panchina e precisamente quella dell'under 21 dell'Augusta. Dopo questa prima esperienza inanellai tantissime panchine che ti elenco brevemente: 1998-1999 Corbino Augusta in serie B, 1999-2000 Augusta C5 in serie A in quello stesso anno fummo sconfitti ai calci di rigore, in un'indimenticabile finale di coppa italia, dal Genzano, una ferita ancora aperta visto che ci condannarono due inestitenti tiri liberi concessi ai laziali nell'ultimo minuto di gioco, 2000-2001 Scicli in serie C1 vincendo il campionato, 2001-2002 Corbino Augusta in serie B, 2003-2004 Augusta C5 in serie A1, 2004-2005 Scicli in serie B dove vincemmo Coppa Italia di categoria e promozione in serie A2, 2005-2006 Augusta C5 in serie A1, 2006-2007 ennesimo ritorno a Scicli in serie A2 dove riuscimmo a conquistare la promozione nella massima serie con ben 13 punti di vantaggio sulla seconda, 2007-2008 Scicli in serie A1, 2008-2009 Augusta C5 in serie A, 2009-2010 Gruppo Fassina squadra veneta di serie A2, l'anno scorso invece arrivai a campionato in corso ad Augusta e quest'anno l'esperienza col Melilli, dove ritorno dopo vent'anni nella serie regionale.

  • Ci ha raccontato di diverse panchine in serie A, quindi ricorderà benissimo i tanti derby siciliani nella massima serie. Dopo gli anni d'oro, la nostra regione si ritrova ad oggi solo quattro squadre, divise tra i vari campionati nazionali, come si spiega questa debacle del calcio a 5 nella nostra terra?

Innanzitutto una cosa mi sorprende in particolare ovvero che Palermo manca da tanti anni i palcoscenici di alto livello, essendo una città con una radicata cultura calcettistica e con grandi tradizioni. Secondo il mio modesto parere una delle colpe del declino del calcio a 5 siciliano è da attribuire agli imprenditori che non credono a questa disciplina, ma anche a tutti quegli sport minori dove l'imprenditoria è la parte fondamentale per la sopravvivenza dei club ;venendo a mancare la mentalità nell'investire da parte degli sponsor per le società diventa arduo affrontare e coprire tutte quelle spese logistiche per disputare un campionato di livello nazionale.

  • A proposito di sponsor.........gli unici veramente interessati a questo sport sembrano essere le aziende del settore, difatti, tra l'altro, Lei qualche anno fa è stato testimonial di una nota marca di abbigliamento. Perchè secondo Lei, neanche questo basta ai giovani per farli avvicinare al futsal ?

Forse perchè,  anche se giovani .....sanno benissimo che si trattava di sponsorizzazioni fittizie...... o meglio, ti regalano le scarpe, la tuta e il kit completo per la squadra, una piccola spesa rispetto ai costi che una società deve affrontare. C'è poco interesse mediatico intorno al nostro sport, quindi i ragazzi non sanno che Mister Chillemi era legato ad un marca d'abbigliamento e che magari un giorno anche loro potrebbe diventare testimonial....però per assurdo devo dire che il problema fondamentale, almeno per Augusta e Scicli, è la partenza forzata dei ragazzi per frequentare l'università, vista l'assenza di adeguate strutture in zona, e quindi l'impossibilità nel lavorare e progettare a lungo raggio su quei giovani che dimostrano grandi qualità tecniche, ma che vogliono continuare gli studi . La mia è solo una riflessione e dico che i giovani fanno benissimo ad intraprendere la carriera universitaria, ma questo ha penalizzato il nostro sport. Altra nota dolente è la continua e pressante richiesta dei giovanissimi ad un rimborso spese, io ricordo che quando giocavo in serie A lo facevo gratis e per passione, per confrontarmi settimanalmente con le squadre di tutta Italia....per non parlare che il venerdì notte, preso dall'ansia pre-partita, non riuscivo mai a prendere sonno. Forse ai giovani manca proprio questo ovvero la passione per il calcio a 5.

Però mi chiedo, è vero che nelle piccole realtà il fattore scolastico incide molto, ma in una grande città come Palermo, con la cultura e la tradizione del calcio a 5, come mai i giovani non emergono, eccezion fatta per Torcivia e Latino, ed intraprendono la carriera a livello nazionale? Questo per me rimane un mistero!  Magari il problema è la visibilità nel futsal che conta, proprio per questo mi auguro che il Gran Mareluna possa essere l'inizio per qualcosa di importante a Palermo.....a proposito colgo l'occasione, sfruttando il tuo spazio, di fare un grosso in bocca al lupo al mio amico Biagio Giarrusso, sono certo che si farà valere in un campionato difficilissimo come la serie B.

  • Questo fine settimana ha inizio il massimo campionato di serie A1, chi vede favorito per la conquista del titolo?

In primis la Marca Trevigiana, oltre a difendere il titolo si è rafforzata prendendo il fenomeno Adriano Foglia, a cui sono molto legato. Subito dietro metto la Luparense che ha acquistato il capocannoniere Fortino dall'Augusta oltre che Merlim, anch'esso dall'Augusta, che penso sia tra i più forti giocatori presenti in serie A1, un ragazzo eccezionale che ho avuto il piacere e la fortuna di allenare. Infine la Lazio ed il Montesilvano.

 

  • Se Lei potesse scegliere il suo quintetto ideale, chi metterebbe in campo?

Marco Maresca tra i pali, Adriano Foglia, Junior, Carlos Sanchez e Vampeta. Un quintetto da paura!

 

  • Oltre ai valori in campo, quali sostanziali differenze ha visto tra un campionato nazionale ed uno regionale, quale la C1.

Di certo l'organizzazione logistica. Io sono molto pignolo nel preparare le partite, quindi sto molto attento anche ai piccoli particolari, una cosa che non concepisco, ad esempio, è il fatto che in queste categorie può capitare fare svolgere il riscaldamento con tanti palloni di svariate marche e poi giocare con uno completamente diverso da quelli utilizzati nel pre-partita, segno della mancanza di abitudine ai grandi palcoscenici. Un'altra differenza sta anche nelle designazioni arbitrali, mi risulta incomprensibile giocare in trasferta a Messina, per citare una realtà che non è presente in C1 quest'anno, ed assegnare il match ad un fischietto di Messina ed uno della provincia, il mio non è un discorso basato sulla malafede bensì sulla poca attenzione e scarsa organizzazione.

 

  • Qual'è il suo credo calcistico?

La lealtà e la massima sportività, dentro e fuori il campo!

 

  • Tra quelli presenti in rosa, c'è un giocatore del Melilli che reputa pronto per il salto di categoria?

Senza dubbio Failla....l'ho già segnalato al selezionatore della nazionale Raul Albani.

 

  • Secondo Lei, in questa serie C1 chi è il giocatore più forte?

Anderson Faoro del Viagrande, un italo-brasiliano che è sceso di ben tre categorie.

 

  • Rino Chillemi a parte, c'è un allenatore che reputa "sprecato" per questa categoria?

Devo dire che oltre Gigi Grasso che ha fatto diversi anni in serie A non conosco ancora personalmente le doti dei miei colleghi, con tanti di loro ho giocato negli anni passati da avversario, ma non potrei fare una valutazione per la guida tecnica. Però se devo fare un nome dico Marco Mineo del Sant'Isidoro, ci siamo confrontati diverse volte e devo dire che sembra un ragazzo sveglio, preparato e che capisce di calcio a 5 e che sicuramente meriterebbe qualcosa di più.

 

 

  • Qual'è la forza di questo Melilli?

Il gruppo senza dubbio. I ragazzi mi hanno accolto alla grande pur sapendo che sono considerato un sergente di ferro, hanno accettato senza alcun problema un allenamento in più rispetto allo scorso anno, segno di grande dedizione e di compattezza nello spogliatoio.

 

 

  • La cittadina di Melilli segue con passione le vostre gesta?

Alla prima partita casalinga il palasport era pieno, c'era tanta curiosità per l'arrivo-evento del primo brasiliano a Melilli ovvero di Rafihna......

 

  • .........ed io aggiungo ma anche per l'arrivo di Rino Chillemi.....

questo lo stai dicendo tu......scherzi a parte certo quest'anno Melilli si aspetta qualcosa in più, devo dire che io faccio l'allenatore, non il pivot, il mio compito è quello di trasmettere qualche nozione e filosofia calcettistica, poi sono i ragazzi ad andare in campo.

 

 

  • Qual'è il vostro obiettivo in questa serie C1...e secondo Lei c'è una squadra che può vincere a mani basse il campionato?

L'obiettivo è quello di migliorare ciò che di buono è stato fatto nello scorso torneo dove la squadra riuscì a conquistare un ottimo quinto posto, c'è da dire che non penso si possa fare di più.....con cinque brasiliani in campo il Viagrande è di gran lunga la squadra favorita, l'unica che può vincere il campionato a mani basse.

  • Ultimissima domanda : conosce lo Scirea?ed inoltre che partita si aspetta sabato?

Sinceramente non conosco lo Scirea degli amici Nicola Gritto, Minardo ed Aruta. Sarà un match difficile per noi, ma anche lo Scirea sa benissimo che riceverà una squadra ben organizzata, con queste premesse penso verrà fuori una partita molto tattica ed alla fine avrà la meglio chi sbaglierà di meno. Sabato andremo a Palermo con la consapevolezza del nostro potenziale cercando di portare a casa il bottino pieno, poi tutto dipenderà dalle forze in campo

  • Mister La ringrazio per questa lunghissima chiacchierata, è stato un vero onore averLa ospite nella nostra rubrica, in virtù del suo prestigio e del suo palmares ricco di successi. In bocca al lupo per la partita di sabato, ma anche per tutto il campionato, dove sono certo il Melilli avrà ruolo di assoluta protagonista.

Ti ringrazio infinitamente per tutti i complimenti che mi hai rivolto, è stato un piacere anche per me quest'intervista...sabato sono certo che avremmo modo di conoscerci personalmente ed in bocca al lupo anche per te e per tutto lo Scirea.